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introduzione
PER UN RAPIDO APPRENDIMENTO

E' noto che già l'illustre pedagogista Amos Comenio (Moravia, 1592-1671), principe della didattica moderna, nelle sue innovative proposte, contenute in talune opere ormai classiche, quali, ad esempio, La porta delle lingue aperta a tutti (subito tradotta in dodici lingue), La didattica Magna, Il mondo dipinto, ecc. propone un progetto di istruzione per l'infanzia, basato su raffigurazioni comparate. La proposta risulterà ancora di notevole utilità anche due secoli più tardi, esattamente nel 1860, con l'introduzione in Italia della scuola dell'obbligo. Vennero così alla luce i primi manuali di lettura per le classi elementari, sillabari e abbecedari, nell'intento di proporre metodi via via sempre più efficaci per l'apprendimento del leggere, dello scrivere e del contare.

Il presente lavoro si pone nella continuità di tale tradizione di ricerca didattica per aggiungervi un ulteriore contributo.

L'alfabetiere che viene qui proposto trae, infatti, la sua origine dal pensiero platonico, nell'interpretazione di Giovanni Reale, quale venne espressa nel corso accademico
1991-92, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con l'intento e l'auspicio di passare dalla teoria all'applicazione, in ambito didattico. Dall'alfabetiere tradizionale, derivano, mediante scomposizione, i concetti di somiglianza sonora e di dissomiglianza iconica: il fonema iniziale della parola albero, ad esempio, è simile alla prima lettera dell'alfabeto, con la quale viene associato, al fine di facilitarne la memorizzazione. Tuttavia, l'immagine dell'albero mostra una forma grafica del tutto differente da quella della lettera A.

E' possibile, quindi, supporre che tale approccio disturbi i processi di fissazione e memorizzazione perché il bambino che si accosta ai primi rudimenti della lettura, è sottoposto ad uno sforzo irrazionale per fissare nella mente i più elementari segni alfabetici.

Con il presente metodo s'intende colmare questa lacuna, ricorrendo per la prima volta al concetto di somiglianza figurativa.

Il nuovo alfabetiere è composto perciò da una serie di disegni dai quali il bambino potrà facilmente ricavare, per deduzione immediata, i relativi segni alfabetici, da memorizzare.

Dalla figura dell'Alpe, ad esempio, prende origine la lettera A, da quella del Corno la C, ecc… Accostando una lettera dell'alfabeto a una figura che le somigli sia in senso sonoro che figurativo si favorisce l'apprendimento dell'immagine e, di conseguenza, anche della lettera, grazie al processo di somiglianza che permette di ricordare e ordinare nella mente tutto ciò che è somigliante nella forma.

L'obiettivo che ci si prefigge è di insegnare ad apprendere con facilità e speditezza le lettere dell'alfabeto e quindi della lettura, anche in età pre-scolare, come si è potuto ampiamente sperimentare su bambini di 3-4 anni.

I presupposti teorici della proposta si possono leggere nella mia tesi di laurea presentata il 15 Aprile 1998, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sotto la guida del relatore Giuseppe Vico e del correlatore Giovanni Reale.